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Rossini!!! 4 sett. 2010 Cortona



cari genitori
trovo un poco di tempo sano per fermarmi, concentrarmi e passarvi alcune riflessioni sull’esperienza della Parruca e sui vostri figli; ci arrivano quotidianamente le vostre mail in cui traspare la soddisfazione per la riuscita dell’operazione, del buon successo dello spettacolo e dell’entusiasmo ancora vivo dei ragazzi e questo naturalmente ci riempie di gioia e di orgoglio.
Lavorare con i vostrti figli è stato piacevole, faticoso, per certi versi sorprendente; sorprende il terreno fertile di queste persone giovani, in un’età “di confine” dove tutto sembra esplodere, tutto si accavalla, cercando di metttere in ordine le emozioni, i sentimenti, le pulsioni evolutive dell’amore e della procreazione.
Il teatro, la musica, l’arte tutta, diventano un luogo da abitare, una casa protetta dove tutti si riconoscono e si confortano, dove la competizione, la prevaricazione, il conflitto lasciano posto al gioco ed allo sberleffo, alla possibilità di mettere in fila parole e pensieri, agli occhi lucidi di una battuta che arriva diritta al cuore, di una musica che non ti fa respirare; i vostri ragazzi hanno cocosciuto un mondo fatto di solidarietà e di appartenenza, di studio e di impegno profondo, di regole e di trasgressioni.
Hanno difeso il loro lavoro, lo hanno protetto, curato, vissuto davvero come una cosa loro,il loro “atto creativo”, tanto che la messa in scena, il debutto, lo spettacolo, sebben davanti ad un pubblico, davanti ai propri cari, non è stata alfine, la parte più importante di questa esperienza, anche se fonte di gioia e di soddisfazione.
Hanno studiato, tanto, ed io ho parlato molto, cercando di dare informazioni serrate e sintetiche che hanno un poco attraversato la storia del teatro, messo assieme il loro piccolo bagaglio culturale.
E poi le domande; questo voler sapere, voler intervenire, poter dare delle opinioni su tutto, le scene, i costumi, il senso del testo, le psicologie dei personaggi ed al tempo stesso ascoltare ed accettare “la soluzione” (che naturalmente non potevo non avere!), parole a fiumi, il copione diventato una sorta di reliquia, da tenere ben stretto, da non perdere mai.
Vivacità ed obbedienza, gioco e riflessione: pare impossibile.
Ho finito questa esperienza bello stanco e carico e ancora non sono riuscito a riposare per altri impegni, che piacevolmente mi incalzano (anche se riposare poco mi piace, in fondo!) e mi porto addosso ancora certe parole, certi sguardi, certe apparenti distrazioni e lontananze che invece sottendevano un ascolto ancor più profondo.
Mi porto addosso il loro coraggio, il loro lottare con la vergogna e con l’imbarazzo e la loro gioia per aver conquistato corpo e parola.
Creature strane’sti figli: passiamo una vita intera a pensare a ciò che pensano e a come fare, come comportarsi, come scegliere il meglio ed il giusto e a volte davvero non si sa che dire che pensare, che fare. Navighiamo un poco a vista e spesso questa sembra essere la soluzione migliore: ascoltare di più e dire di meno, forse…
Chi è padre del proprio figlio è padre di tutti i figli ed io per un poco lo sono stato dei vostri, con la cura e l’attenzione che meritano e pretendono
cose buone
bruno de franceschi

Questo è l’interstizio tra il muro medioevale preesistente ed il bastione rinascimentale di Santa Maria Nuova, probabilmente realizzato dagli architetti Gabrio Serbelloni e Francesco Laparelli.
Ecco i muretti trasversali che fanno capire la struttura “a strati” delle murature perimetrali del bastione; sono quelle del “disegno euristico” del 12 febbraio, quelle che ci permetteranno di migliorare le caratteristiche ambientali dell’edificio in modo ecologico, senza nuovi impianti.
stamattina sono stato in fortezza con il piraz architettus.Stanno lavorando.L’impresa.L’opus.Ammazza che posto che viene fuori!la Fortezza diventerà un gioiello,un luogo prezioso e povero,d’assalto e di difesa di resistenza e di permeabilità.Il bastione che stanno ristrutturando è una pancia di balena.Non sarà uno studio di registrazione ma una scatola da riempire di contenuti,live,stabili,performativi,di ricerca,di offerta.
Ieri sera siamo stati a vedere lo spettacolo del De Fraceschi.Vederlo dirigere è curativo.La sua musica non ha un centro ,ogni struttura gli è di peso, ogni vestito gli fa caldo.
Bello il Morlacchi con Bruno dentro.
Bella la musica di Bruno.
Io non sono capace di fare disegni di “illustrazione”, di disegnare cioè cose che già esistono, se non in quella maniera a volte grossolana ed imprecisa che mi serve per capirle (o forse per “caRpirle”). Insomma faccio esclusivamente schizzi di progetto ovvero d’invenzione: mi vengono “bene” (cioè con qualche tensione di disegno) solo quando sto cercando qualcosa; se provo a fare un disegnetto apposta per una cosa che ho precedentemente capito e messo a fuoco, viene sgonfissimo, e non mi interessa (ed infatti non lo faccio mai). Rarissimamente, inoltre, rimango “affezionato” a qualcuno di questi disegni che, del resto faccio continuamente nel mio quaderno che è come la coperta di Linus – in più penso che il disegno sia un vizio, come fumare, e siccome non fumo quasi mai, disegno piuttosto spesso. Ora, circa due anni fa di questi giorni, ho fatto il primo disegno per “lo studio” al Girifalco, nel bastione di Santa Maria Nuova; è un disegno che ipotizza la realizzazione di un guscio di legno dentro la struttura voltata, lasciando un interstizio per circolazione d’aria ed impianti, e realizzando un interno che concettualmente somiglia ad uno strumento acustico. A priori l’idea è affascinante, ma il disegno la rivela “sbagliata”: giustamente subito Lorenzo mi fece riflettere sul significato di queste volte in pietra lasciate a vista, ché in effetti un guscio di legno in quel modo avrebbe vanificato la potenza dell’effetto luogo - non per il pittoresco neomedievale, ma piuttosto perchè un antico edificio “militare” viene riconvertito ad uso “produttivo” contemporaneo.
Ora, a distanza di due anni di intenso lavoro, capita che, anche grazie alla mole di ricerca storico-documentaria fatta per il Laboratorio di tesi di laurea con i miei colleghi proff.ri Amedeo Belluzzi e Pietro Matracchi (allieve Dania Marzo, Maria Teresa Idone e Aura Gnerucci), sia emerso che le strutture murarie dei bastioni del Girifalco sono verosimilmente costruite con due “strati” inframezzati da terra (anche per attutire meglio i colpi d’artiglieria, oltreché per economia e semplicità esecutiva); perciò dobbiamo ora lavorare per utilizzare questo interstizio facendovi circolare aria naturale, mettendo così felicemente in comunicazione il sottopavimento areato (già previsto) con l’estradosso areato (pure previsto). Questa soluzione garantirà il giusto comfort igrometrico interno utilizzando moti convettivi naturali, quindi abbassando significativamente le emissioni ovvero i costi degli impianti e relativa gestione.
Nell’EUPALINO Paul Valery scrive che esiste poesia fatta d’ARIA (la musica) e di PIETRA (l’architettura).
oggi mi sono incontrato con il de franceschi e sentito con umbertino.
abbiamo fissato punti vitali per lo stage di fine agosto.
ottimo tutto
tra pochi giorni pubblichiamo il progetto!
evviva