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Settembre 13th, 2008 by giacomo
a tutti, bellissime le note di Lorenzo from NY!
ieri dovevo andare là
http://www.marlboroughgallery.com/chelseaindex.html personale della mia amica Beverly Pepper che lo scorso anno mi ha chiamato per fare un lavoro (una chiesa) insieme, praticamente come se ti chiama Montale o Bowie o Negroponte o che so io…una storia che prima o poi ve la racconto, comunque invece ero a fi a sistemare un po’ di cose. Dunque di psicogeografia non so quasi nulla, se non che è stata un’avventura Guy Debord&friends/Internazionale Situazionista, e questo mi interessa; di psicoacustica neppure so nulla, a parte il lavoro “pratico” di Le Corbusier e Xenakis insieme, e anche questo mi interessa parecchio, by the way.
Di psicoacustica e psicogegrafia insieme credo abbiamo in qualche modo cercato di dire qualcosa col De Franceschi un tre anni fa, in un’installazione per il Castello di Rivara/Franz Paludetto: era un LUOGO (I guess my funny concept of SITE SPECIFIC MUSIC is coming from that work) - una specie di altare multiplo - dove ci si andava a sedere per ascoltare musica standoci dentro, le immagini erano generate attraverso un sistema di webcam che riproduceva il tutto nella stanza accanto etc. etc.; il titolo del lavoro era “Choose the original” e la musica andava in olofonia (una roba geniale, entra dentro le ossa ed è direzionata nello spazio); di tutto ciò resta il video girato da AndreaNonèChiaro nella mia casa a pg, la quale a sua volta ho fatto pensando un po’ anche all’interno di uno strumento musicale. In quella casa in effetti avremmo sempre da fare quel certo lavoro di sperimentazione percettiva sulla TRANSPARENZ dello spazio (che è nell’architettura, ed ha diffusione lineare) e quella del suono (che si diffonde per onde), ma De Franceschi notoriamente da bidoni colossali. quando lo trovo, metto un disegnino dell’epoca.
kisses!
PS: anch’io ho avuto un sacco di segni belli sulla Fortezza che Lorè disse “castello dei destini incrociati”!
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Settembre 12th, 2008 by lorenzo
oggi vado in fortezza.
vado a vedere che aria tira.
ho avuto un sacco di segni in queste settimane.
alcuni davvero magnifici,precisi,direi imbarazzanti per la loro nettezza rispetto alle linee del destino che ci stanno portando in quel luogo e da quel luogo.
il mondo è immenso.
ricordatelo.
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Settembre 1st, 2008 by lorenzo
sono andato a vedere
c’è una pagina di wikipedia dedicata alla psicogeografia.Non sapevo che esistesse ma sembra più o meno quello che avevo in mente.
Piraz!!!!
che mi dici sulla psicogeografia?
io so qualcosa di psicoacustica.Oggi la psicoacustica è indagata profondamente nel campo dei software digitali per la manipolazione del suono.
e la psicogeografia?
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Settembre 1st, 2008 by lorenzo
ho passato qualche giorno a Niuiorc.
In prima pagina sui giornali Obama sembra voler aprire le finestre del mondo e far entrare un pò di aria fresca.
Gli Americani danno molta importanza alla retorica dello “speech” e questo è tipico delle potenze giovani.Anche al tempo dei romani contava molto saper parlare in pubblico.Noi se uno parla come Obama diciamo che è pieno di retorica e a loro piace proprio perchè è retorico.E come se sentendo un disco ci lamentassimo perchè è pieno di musica.
Comunque Obama ha il fisicduròl e vederlo e sentirlo parlare è un’esperienza molto rock’n'roll.
E poi ha il nome giusto :OBAMA e il vice è BIDEN.Sembra fatto apposta.Forse è fatto apposta e se non è fatto apposta è comunque fatto apposta.
E’ un segno.Obama è prima di tutto un segno.Un corpo sulla scena.Uno discendenti degli schiavi cnadidato a presidente.Serve altro?Ha già vinto.
Ho girato in cerca di visioni per Orlandolab.
Di tutti posti il P.S.1 è ancora quello che mi ha fatto vibrare di più.
Non penso alla Fortezza come luogo di esposizione per le arti figurative.Non è adatto ai dipinti immobili.
Al video si.
Alla scultura effimera anche.
ricordatevi delle bandiere.un lavoro sulle bandiere va fatto.
alcune cose del P.S.1 mi hanno fatto pensare a quello che ci siamo detti nelle chiacchiere in Fortezza.
al sabato pomeriggio al P.S.1 c’era un dj e dei musicisti che jammavano nel cortile.Birra studenti anziani bambini artisti e curiosi.
Hanno una piccola libreria di cose selezionatissime.
Luogo di sosta e di attraversamento.
E’ a NEWYORK ma non a manhattàn.Per andarci ci devi andare.Non è che ci capiti così passeggiando e dici…entro.Ci deve proprio voler andare.
Hai la sensazione di essere in un laboratorio.
Il concetto della bottega è da tenere molto caro.
C’è anche un pollaio che fornisce uova fresche al mattino.
Ti ricordi quando dicevo che subito sarebbe bello poratre due capre e farle abitare i cortili della fortezza,quelli fuori dal maschio.
Con la pelle di capra ci si fabbrica il tamburo.
La capra è il totem della tragedia.
Il suo latte fa bene.
Il capro è espiatorio.
Ha la barbetta.
Odora forte di selvatico anche se è un animale da fattoria.
Due capre che girano qua e là.
Non farò uno studio tradizionale ma un laboratorio,un luogo.Un posto dove fare musica.Dove passare tempo a fare musica.Un laboartorio per l’invenzione e la produzione di nuova musica.
La Fortezza è il luogo giusto perchè è un luogo.A NY ne ho avuto la conferma.
E’ un luogo che esiste ma potrebbe essere anche solo nelle idee.
E’ un luogo delle idee con una corrispondeza nella carta geografica.
E’ il teatro delle reti.La fabbrica delle nuvole.L’ambiente reale e quello digitale interagiscono.Vanno d’accordo.Litigano pure se è il caso.Vinca il migliore.
Mi interessa la PSICOGEOGRAFIA.Non so se questa è una parola che esiste (ora vado a controllare su google).Però la psicogeografia è un campo di indagine interesting.
Io sono un DJ.ricordatelo.come diceva Bowie “I am a dj,I am what I play”
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Settembre 1st, 2008 by lorenzo
tra i territori di ricerca di Orlando c’è tutto quello che esiste prima del linguaggio.
prima che una cosa diventi parola
non perchè la parola non sia importante
è che quando arriva la parola un pezzo di strada è già stato fatto ed è un pezzo importante.
niente…così
magari domani metto su qualche riflessione che ho fatto in questi giorni a NY girando per le strade numerate della grande città invisibile.