Il 2008.Pare che quest’anno il mondo arrivi alla fine del suo giro intorno al sole molto diverso da come era quando è passato di qui un anno fa.A parte il mio caso specifico che non fa testo mi pare che questo sia stato un anno importante.Bisesto fa rima con funesto ma è solo una faccenda di rime.Io che con le rime ci lavoro lo so bene che la rima quasi sempre guida il contenuto.Nel senso che si dice che l’anno bisesto sarà funesto fondamentalmente solo perché fa rima,perché onesto sarebbe stata una pessima rima,modesto non funziona,molesto non è molto diverso da funesto ma funesto funziona di più.Poi succede che l’anno è come sempre un misto di tutto quello che succede,né più ne meno.Quest’anno ne sono successe un sacco.A parte il mio caso specifico che non fa testo,anche se “fa testo” fa rima con bisesto,il mio anno bisesto ha fatto testo,è stato un anno “manifesto” (altra rima ma meno chiara)e di questo ringrazio il cielo e chi lo abita,e anche la terra e chi si trova ad abitarla anche se solo di passaggio come tutti.E ringrazio la musica nello stesso modo in cui ringrazierei l’aria,che senza di lei non si vive ma quando uno vive non pensa mai all’aria.
Quando ci pesni vuol dire che manca.In genere.
Quella che mi pare una bella eredità che ci lascia quest’anno che muore è un nuovo senso dell’UTOPIA generato proprio da questa perdita di senso di tante cose che fino a pochi mesi fa sembravano il fondamento stesso della nostra esistenza come sistema economico sociale.Quella visione dal corto respiro che negli ultimni anni ha guidato le macrostrutture è arrivata in fondo alla sua corsa.In giro c’è qualcosa di meglio,di più nuovo e anche di “più meglio”.Non è solo Obama,non fraintendetemi,Obama è un interprete,la musica è nell’aria.
…
Ho fatto una pausa mi sono tolto le scarpe con le quali sono andato al pranzo di Natale e ora sono di nuovo di fronte alla mia schermata di computer.Ascolto un disco di Q-tip,un rapper americano.Anche nel rap americano mi sembra che si siano messi in viaggio alla ricerca di qualcosa di nuovo.Di un nuovo sguardo UTOPICO nella loro musica.Le cose così come stanno hanno rotto le palle anche a se stesse,c’è voglia di un nuovo Re.Bisogna fare il funerale a questo anno passato e rivolgere lo sguardo verso quello che sta arrivando di nuovo.
Oggi parlavo con un esperto di economia.Mi diceva che una possibilità di uscita dalla crisi potrebbe essere quella di bombardare i paradisi fiscali.Non serve detassare gli straordinari,diceva lui,se non c’è lavoro non servono straordinari,quindi sarebbe una misura di pura propaganda senza effetti reali (e questo esperto non è un comunista o un rivoluzionario,ma una persona che si occupa di borsa ecc.).Questo per afre un’esempio.Non bisogna bombardarli veramente i paradisi fiscali tipo le isole cayman o montecarlo,non servirebbe a niente,ci mancherebbe altro,ma quella è una metafora per dire che sarebbe bello recuperare una visione UTOPICA delle cose:Immaginare un luogo più bello per noi e per le generazioni future.Un vivere migliore,un tempo più ricco,uno spazio più condiviso ,più nostro in senso stretto.IMMAGINARE.Lo scrivo in grande perché è una parola grande che ha bisogno di grandi lettere.
E la ripeto :IMMAGINARE.
E’ stato un anno in cui sono successe tante cose,più cose che negli altri anni non vi pare?A me pare di si.Forse è solo un’impressione data dal fatto che sono successe a me ma non ne sono sicuro.
Guardatevi intorno.Non vi pare anche a voi che il mondo stia mutando?Che certi valori stiano veramente saltando in aria?C’è qualcosa di nuovo a galla sulla superficie della nostra percezione delle cose.Io lo leggo come un bisogno di UTOPIA e lo strumento dei pazzi costruttori di utopie è l’IMMAGINAZIONE.Questo bisogno di UTOPIA non supportato da ideologie totalizzanti è una cosa fantastica,sarebbe un peccato lasciarselo scappare.E’ come un segno di guarigione,si fa bene a dargli ascolto,ad assecondarlo.Se vedi che ti fa bene bere una spremuta al mattino è segno che al mattino bisogna mettersi alla ricerca di una spremuta,è un buon inizio,fino a quando non avverti che la spremuta comunica a farti acidità,e allora ci si mette in cerca di altro.Di quello che fa bene.
Sto divagando.
Pensavo a quest’anno che finisce e a un nuovo numero nei nostri calendari per altri dodici mesi.Non possiamo sapere come saranno i prossimi dodici mesi ma immaginarli non può farci nessun male.Con il vantaggio che oggi non abbiamo a nostro falso supporto dogmi ideologici di nessun tipo.Siamo come viandanti lungo la strada.Anzi in realtà non abbiamo nemmeno la strada,solo panorami,più o meno aperti.I viandanti hanno da procurasi cibo e riparo,giorno per giorno perché più accumuli bagaglio e più sarà difficile procedere con una certa agilità,essere pronti a tutto.
IMMAGINAZIONE.Questa parola è una mutazione della parola UTOPIA.
IMMAGINAZIONE non vuol dire poco senso della realtà.IMMAGINAZIONE è IMMAGINE e AZIONE,l’azione governata dalle immagini che la nostra mente genera.Più le immagini sono ricche e vitali e potenti ed energetiche e più lo saranno le azioni.Se non c’è immagine di conseguenza non ci sarà azione e senza azione c’è la morte dell’organismo,corpo umano o sociale che sia.Parlo troppo.Combino pasticci.
Praticare l’immaginazione (non IMMAGINAZIONE AL POTERE come dicevano i vecchi ma POTERE ALL’MMAGINAZIONE) è una delle cose che questo tempo ci chiede di fare.Recuperare il senso dell’UTOPIA attraverso l’immaginazione.
E mettersi in cammino,ancora una volta,con i sensi spalancati e il cuore pieno di desiderio.